Il mercato degli integratori per il colesterolo vale 2,3 miliardi di euro in Italia. Ma quanti di questi prodotti hanno davvero prove scientifiche solide? Un'analisi critica basata su meta-analisi recenti.
La scala delle evidenze
Non tutte le prove scientifiche sono uguali. Al vertice ci sono le meta-analisi di studi randomizzati controllati (RCT), poi i singoli RCT, poi gli studi osservazionali. Per ogni integratore, valutiamo il livello di evidenza disponibile.
Tabella: efficacia degli integratori più comuni
Berberina 1000-1500 mg/die: riduzione LDL 20-25%, evidenza ALTA (meta-analisi RCT). Riso rosso fermentato 10 mg monacolina K: riduzione LDL 15-25%, evidenza ALTA. Omega-3 (EPA+DHA) 2-4 g/die: riduzione trigliceridi 20-30%, LDL neutro o lieve aumento, evidenza ALTA. Fitosteroli 2 g/die: riduzione LDL 8-10%, evidenza ALTA. Niacina (vitamina B3) 1-3 g/die: riduzione LDL 10-15%, alza HDL 15-35%, evidenza MEDIA (effetti collaterali limitanti). Psyllium 10-15 g/die: riduzione LDL 5-7%, evidenza MEDIA. Aglio: riduzione LDL 3-5%, evidenza BASSA-MEDIA. Coenzima Q10: nessun effetto diretto su LDL, supporta funzione muscolare, evidenza MEDIA.
Integratori da evitare: prodotti con claim non supportati da RCT, dosi non standardizzate, assenza di dichiarazione del contenuto di principio attivo.
